A mio padre

image Rivivi nel mio volto. Nell’odore di legna che arde in un vecchio camino. Nell’ululato dei lupi e del vento montano, fascinosamente inquietante, che trafigge l’intero universo e sbrana il cuore.

Nel sole d’inverno mi abbracci. Tanto luminoso quanto freddo, da lasciarti assetata di calore e nauseata di luce.

Nel castagneto, a Tole’, i grandi, vecchi castagni tossiscono stanchi, come polmoni schiacciati dal male di vivere e mi parlano di te e a te mi riconducono.

Fosti mai felice? O sereno?… Io non ricordo. Ricordo solo le tue grida e la tua misoginia. Tu padre/ padrone di quattro figlie.

Tu padre dal seme bacato.

Quel seme che ti tradì, generando un unico maschio fragile e malato, morto troppo precocemente. Eppure ti amai e t’amo. Ti avrei voluto come compagno di vita e di letto Io che, rimasi germoglio fino alla tua morte.

Non potevo, non volevo crescere.

Non potevo, non volevo perderti. In realtà non ti ebbi mai, ne come padre, ne come amante. E come ogni anno, ogni diciannove marzo, dal giorno in cui imparai a scrivere, ti dedico una lettera. Forse e’ l’unico modo per convincermi di esserti figlia…Chissà. Comunque, anche quest’anno la tua bimba vuole scrivertelo: ti voglio bene, papa’. Anzi, ti Amo!

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Ricettario per cannibali: cucciolo d’uomo bianco, al forno

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Dopo averlo dissanguato,
togli i peli sulla testa,
sono pochi e’ un cucciolotto
non avrà criniera folta.
Nella teglia metti olio,
quello EVO, buono e denso
sale e salvia e rosmarino
poi riponi il cucciolino
su quel letto di sapori.
Metti in forno e imposta i gradi,
ed attendi per mezz’ora
fino a che non avrà il corpo
bello tenero e dorato
Poi impiattalo affettato:
le manine, la testina
Sarà gioia del palato
e dei sensi vero oblio
Tornerai senza peccato
per l’orgasmo del buon Dio

P.S.  Sono vegan, rispetto ogni creatura. Questa e’ una provocazione a una cultura antropocentrica, per cui e’ ” normale” allevare, torturare, uccidere animali per il proprio piacere. Scrivo  “piacere” perché non e’ vitale mangiare carne. Senza la carne degli animali e i derivati si vive benissimo, io sono veg da trentatré anni e sto da Dea!

W la vita in ogni sua manifestazione!

Io sono la Gorgone

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Io sono la Gorgone,
Medusa la reietta
e fui di Poseidone
preda prediletta.
Mi violo’ nel tempio
di Atena la guerriera
che offesa dallo scempio
mi muto’ in megera.
Vittima oltraggiata
da un maschio prepotente
scontai d’essere stata
donna, solamente.
Mi punì’ una Dea,
con cuore patriarcale
che mi vide rea
di aver subito male.
Io sono la Gorgone,
Medusa, la reietta
e cerco Poseidone
per compiere vendetta…
…Poi libero i serpenti
dalla testa fiera,
lascio i miei lamenti,
divento una guerriera
Ma forse, ora che penso
io cerco quel mistero
perso nell’immenso:
io chi fui davvero?
Voglio ritrovare
la femmina perduta
che al buio di un altare
fu carne posseduta
Rivoglio ciò che fui,
non ho più paura
e a padri tristi e bui
lascio fallica cultura.