Farfalla d’autunno

 

 

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Vidi farfalla volare irrequieta
sopra un sudario di foglie fangose
Fulgida e lieve come la seta
frullava cercando primule e rose

Ma era d’autunno e tutto era spoglio,
(vecchio tremante che attende la morte),
ed essa pareva in mar, senza scoglio
bimba sperduta che sfida la sorte

Stanca la vidi posarsi su un ramo
trafitta da un cielo gonfio di pianto,
anima sola, cercava un ” ti amo”
ed ebbe uno schiaffo di vento, soltanto

Io la guardai, triste e impotente
mentre impazziva, fragile cuore.
Povera vita! Vita da niente
morta d’autunno, in cerca d’un fiore

Perché?…

imageDitemi perché mangiate l’agnello, il maiale, il vitello e inorridireste se vi dicessi che, il cane e il gatto della foto, sono il mio pasto… Perché?
Perche’ alcune associazioni organizzano cene “raccolta fondi” per canili, dove nei piatti abbonda la carne?
E’ come se, io organizzassi una festa “raccolta fondi” per i bambini africani e vendessi, nel corso dell’evento, bambini thailandesi…Che senso assurdo avrebbe? Tutt@ siamo creature che vogliono vivere e fuggono davanti a morte e dolore.
Usciamo dagli schemi culturali, pensiamo con la nostra testa e il nostro cuore: ascoltiamo l’altro. Rispettiamolo, chiunque esso sia.
In foto: Raissa e Strix, due dei miei quattro figli.
loro mi nutrono ogni giorno…d’Amore!

Maternità

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Cercai invano, per infinito tempo,

un ventre materno in cui poter tornare
ed esser nuovamente seme,
uovo,
feto.
L’ho travato tra le braccia possenti
di un uomo dalle lunghe ciglia,
dagli occhi di materna madre.
Mi sono rannicchiata sul suo villoso petto
per nove mesi, o forse anni, o secoli…
…Ora e’ il risveglio
Gli occhi mi dolgono di luce,
la bocca non sa più parole,
gli arti cercano equilibrio
Sono pronta a rinascere,
partorita dalle braccia possenti di un uomo
dagli occhi di materna madre,
io
che bevvi velenoso dolore
nel liquido amniotico in cui fui annegata
affinché un utero mi vomitasse.

Nullipara madre

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Nullipara madre
Non ti darò della mia carne i pezzi
intrisi del mio sangue e dei miei nervi
Non sarò tra gli ubbidienti attrezzi
che producono i corpi dei tuoi servi

Il mio grembo di madre senza figli
tiene i battiti dei cuori della terra
Sono strega, madre di famigli
e con l’utero vinco la tua guerra

Che alla guerra io non dono corpi
ne braccia regalo al tuo profitto,
ne cervelli, per intenti tuoi distorti,
che studino piani di conflitto.
Con me morranno lacrime e dolore
e me ne andrò con giubilo profondo,
senza aver dato, per egoista amore,
tenera carne in pasto a questo mondo