BulimicaMente tossica

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Che ne sapete dei miei profondi vuoti
Dei miei inferni, le mie desolazioni
Di una famiglia di scarafaggi e topi
Di miseria e violente punizioni.

Ho provato a ingoiar tutto l’amore
che cerco’ quella bimba maledetta,
ma la colpa mi distrugge ed il mio cuore
lo risucchia e di colpo lo rigetta.

Madre dimmi, ti delusero poi tanto
quelle carni di fragili bambine?
Meduse dal fastidioso pianto
Portatrici di colpevoli vagine.

Padre, tu senza eredi maschi,
la tua pena io ricordo ancora
Mai un giorno ci fu che soffocasti
il tuo odio dentro la tua gola.

Ed il cibo divien l’unico amore
con cui voi nutriste questo corpo
Mi assopisce un attimo il dolore
e per un attimo sparisce ogni ricordo

Non ho tregua, ne pace. E’ una tortura
Da sempre mi amo e mi tradisco
Mangio e vomito, mistica lordura
e ogni volta rinasco e mi abortisco.

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Lascia che io muoia

 

 

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Lascia che io appassisca,
il mio autunno e’ giunto.
Che mi accartocci sopra i fallimenti,
i sogni mai avverati,
le mie azioni morte in volo,
come fragili uccellini,
colpiti da innocenti pallottole
sparate da sadici fanciulli
Lascia che io cada,

crolli.

Lascia che io muoia
come il sole la sera,
quando annega di fuoco il mare,
e tra le onde di candido seme
lesta un’alba nuova
s’alza per trafiggere il buio,
tra vagiti di affamati gabbiani

Radici

 

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…E mentre camminavo sul ventre caro della Madre, avvolta dal poderoso abbraccio paterno del mio amato bosco, ho capito che non ero io a camminare sopra di Lei, ma era Lei a camminare sotto di me.
Ero una pianta illusa di muoversi.

Mi ero sempre creduta più fortunata di chi immobile vive, eppure in quell’ istante mi fu chiara la verità: le mie radici non si erano mai staccate da quella terra.

Che diremo ai nostri figli?

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La festa della mamma.
Di tutte le mamme… e il mio pensiero va a lei e a tutte le madri di ogni specie, sfruttate da una società senza umanità e ai loro poveri figli.

E che diremo ai nostri figli?
Che abbiamo ucciso mamma orsa per ampliare una pista da sci?
Che l’abbiamo guardata agonizzare per dieci minuti, davanti ai suoi cuccioli?
Che l’abbiamo punita, perché tento’ di difendere i propri figli da umani incoscienti?
Diremo loro di avere condannato a morte una madre, che con una zampa poteva uccidere un intruso umano, ma gli risparmio’ la vita, e che a lei non contraccambiammo il piacere?
Che diremo ai nostri figli, quando ci chiederanno cos’è’ essere adulti?
… Dovremo rispondere che, nel mondo degli adulti Lassie non torna a casa, perché lo abbiamo rinchiuso in un canile lager. 
Mostreremo loro il vero destino di Duchessa l’aristogatta, distesa su un tavolo di un freddo laboratorio, con elettrodi conficcati nel cranio.
Li porteremo in squallidi zoo, dove dentro anguste gabbie, Baghera la pantera muore di follia.
Li faremo sedere a tavole imbandite, e faremo loro mangiare tranci di bambi arrostito.
Diremo loro che Pocahontas vive rinchiusa in squallide riserve, sulla terra che le e’ stata rubata dagli stessi uomini che si proclamano portatori di libertà nel mondo.
Mostreremo loro Mowgli, rinchiuso in qualche ospedale psichiatrico o “centro di accoglienza”, poiché quella e’ la fine di chi non si adegua alla nostra incivile civiltà.
Si, forse sarebbe giusto mostrare ai nostri bimbi l’amara verità
Forse solo così salveremo l’umanità dalla disumanizzazione, nella speranza che essi si rifiutino di diventare adulti…