La goccia

 

 

 

Mi partorì l’infinito cielo,
eiaculando una tempesta infinita
nell’infinito ventre nero
della Madre, seme d’ogni vita.
Inutile goccia d’infinita fine,
caddi rovinosa su quel nero
molle, che odorava di concime
di sangue e di atavico mistero

Una scintilla liquida io ero
piccolo, inutile pensiero
di un universo d’ infiniti Dei.
Un grumo di ” se fossi” e ” come vorrei”.

Mentre morivo, ingoiata dalla Madre
piangevo la mia inutile esistenza.
Piccola stilla d’infinita trasparenza,
partorita da un lontano padre

Ora che non sono e ovunque sono
compreso ho il lesto mio apparire:
dissetai quel seme, rinfrescai quell’uomo,
ridestai il cuore in procinto di morire…

…E capisco il senso d’ogni vita:
non siam che  gocce nell’eternità infinita.

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