La difesa dello scarafaggio

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Stilla di buio su zampe veloci,
tremule antenne che sentono voci.
Vivo nel buio e nel putrido olezzo.
Son la creatura che desta ribrezzo

Vivo lontano dal cielo e dal sole,
figlio sbagliato d’ un sadico amore
che mi condanna a chieder perdono
per essere solo ciò che io sono.

Cresco e mi nutro dentro ai tuoi scarti
Son della Madre l’orrido raggio
Io sento il peso di suole e di sguardi
pronti a schiacciare LO SCARAFAGGIO

Ma tu non capisci, arido umano,
angelo bello che porta la morte
figlio d’un dio nazista ed ariano:
dai tuoi veleni rinasco più forte!

Odiami, or su, sputami addosso
l’incubo sono lesto e silente,
il putrido marcio che scaltro hai rimosso
ma nel tuo cuore vive latente

Sono la blatta, lo sporco, il malato
Son l’anticristo, l’essere immondo
Sono la morte che punì il tuo peccato,
l’orrido volto del tuo splendido mondo

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