Filastrocca della morte

Tra le braccia freschi fiori e biondo grano,
porto vento che ha odòr di feromoni,
rossi frutti tra le ossa di una mano,
e nell’altra nere nubi, lampi e tuoni.

Entro in casa senza annuncio e senza invito,
quel che prendo poi devo ridare,
la mia voce sono il gèmito e il vagito,
il mio moto è da sempre circolare.

Dalle ossa mi sgorga vita nuova,
inquieta la mia macabra bellezza.
Son l’inizio e l’ultima tua prova.
Son l’ignoto e la tua unica certezza.

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LiberE dal padre

 

Padre nostro che non sei nei cieli,
chiedi scusa a questa terra torturata,
al femminino che, tu stesso hai schiacciato,
infibulato, represso
Padre nostro, dio senza divino,
padre di corpi senza umanità,
confessa che, Gesù, la notte diventava Maddalena
e chi voleva lapidarla ne era follemente innamorato
e con ella voleva lapidare la propria sessualità libera
dalle tue moraliste leggi senza morale.
Padre nostro,
che non sei mio padre,
scendi dal trono e chiedi perdono
per la tua cieca arroganza,
per la tua bulimica fame di potere e successo
Da oggi mi prendo il mio pane quotidiano,
e rimetto a te i miei debiti
come tu li rimettesti a tuttE noi.
E milantando di essere nostro padre
ci schiavizzasti usandoci come capri espiatori
delle tue sadiche, malsane azioni.