Filastrocca della morte

Tra le braccia freschi fiori e biondo grano,
porto vento che ha odòr di feromoni,
rossi frutti tra le ossa di una mano,
e nell’altra nere nubi, lampi e tuoni.

Entro in casa senza annuncio e senza invito,
quel che prendo poi devo ridare,
la mia voce sono il gèmito e il vagito,
il mio moto è da sempre circolare.

Dalle ossa mi sgorga vita nuova,
inquieta la mia macabra bellezza.
Son l’inizio e l’ultima tua prova.
Son l’ignoto e la tua unica certezza.

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6 pensieri riguardo “Filastrocca della morte”

  1. Mi hai fatto fare un tuffo nel passato quando una sera ero immerso in una lettura di un fantastico albo di Dylan Dog e la storia chiudeva con una macabra e meravigliosa filastrocca: “Quante, quante tombe stanno sulla collina e quanti che sono morti dormono in collina. E quanto è bello adesso adesso che è finita tornare col pensiero a quella strana vita…”(D. D. “totentaz”)

  2. In poche righe l’essenza di ogni vita. Nasciamo senza niente e moriamo senza niente…nel mezzo ci danniamo per possedere qualcosa da restituire…
    In una danza circolare come l’eterno ritorno

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