Madre inverno

Sotto la terra che trema dal gelo
riposa il seme sognando il cielo

Sotto bianche, algide nubi
tremano i rami, rimasti nudi

Tra i rami nudi il passero langue:
La neve e’ tanta. La pancia piange.

Brucia la quercia dentro al camino
e scoppiettando il caldo diffonde.
Ricorda un nido, un fiore, un bambino,
ricorda vive radici profonde

Sull’ acqua vitrea della fontana
cadono i suoni d’una campana
come parole d’amore e di pace…
Cadono in acqua, poi tutto tace.

Tace la terra tremante di gelo
madre del seme che cerca il cielo,
madre del cielo che chiama il fiore
Madre di figli condannati all’amore

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La poesia

Poesia è urlo di dolore
che dal cuore prende le mie dita
e su un foglio sporco di candore
piange inchiostro e parla della vita.

Dunque allora puoi sentir l’odore
delle rose del lontano rovo
e annusarne il candido colore
di cui brilla il vento e il sole nuovo.

Essa grida nella muta voce
che illumina gli occhi dell’agnello,
che ti dice :” Guarda com’è atroce
condannare il debole al macello!”

Poesia è l’albero che parla,
il tuo, il mio diritto di parola,
la mosca che supplica di amarla
mentre offre allo sterco la sua gola.

Respira nell’ alba di cristallo,
nel vespro che getta sangue in mare,
nell’onda, bianco crine di cavallo
che sirene oscure può celare.

E’ il cuore pulsante nella mano,
che piange oggi, poi domani gode.
È il sapere placido che siamo
un po’ Cristo e in buona parte Erode.

Libera oltre i limiti del mondo
dove stanno luci bianche e nere
per capir che siamo tutti, in fondo
figli d’un sadico piacere.

Schiz(z)ofrenicaMente

 

 

Sono l’agnello nero di peccato
Sono il perdono che uccide il condannato
Sono l’assassino che predica l’amore,
l’alba che tramonta ,
il fedele traditore
Sono il silenzio che grida a squarciagola
il freddoloso che al gelo si consola
iI boia che combatte la pena capitale
la vergine puttana
l’amor che non sa amare.
Sono il masochista che non vuol soffrire.
La morte, sono
che teme di morire.