Hanno i monti potenti sguardi fieri,
e parlano la dura lingua delle rocce
Sillabe che franano dalle mani del vento
e rotolano in terra con la forza
del silenzio dei saggi

“Fummo coloro emersero dagli abissi,
portando tra le pieghe del nostro dolore
i ricordi di chi, affogò tra mostri
e di quei mostri divenne amico e testimone.
Ammirate la fiera fragilità di chi annegò nelle lacrime
di un sadico, vittimista genitore,
da cui prese sane distanze,
senza mai rinnegarne  le origini.
Noi fummo coloro emersero dagli abissi.
per appoggiare le proprie teste sul grembo del cielo.”

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