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Schegge di mio padre

Radice forte
che sa di morte
Tu fosti sangue
e bianco seme
Carne che langue
Cuore che geme
Vento montano
Vecchio castagno
Bacio di Giuda
Radice nuda
nuda d’amore
monca d’un fiore
Piangi dolore
Padre padrone
Rossa emozione
Voce di sparo
Pena del cuore
Terra e terrore
Mio padre amaro

Anima-li

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Chi riposa sotto il castagno,
dove tra l’erba ricama il ragno?

Un cane dagli occhi color del dolore,
che semino’ fiori d’amore

E sotto quel fiore, chi dorme tranquilla?
La bella gatta dalla scaltra pupilla,
che mi fu amica fedele e sorella…
…Mia dolce micia, com’eri bella!

Io non lo so voi dove andate
quando il percorso terreno e’ concluso
Ma sono certa, anime amate
di riveder quell’umido muso
con cui parlaste senza parlare,
come solo chi ama può fare.

E dov’io andrò dopo la vita?
Eh, non lo so, mi sento smarrita…
Voglio venire dove voi siete,
unica umana in un vasto presepe:
Pecore, buoi, bigi asinelli,
e poi tutti voi, miei soli fratelli
Ma se così, ahimè, non sarà
faro’ rinuncia d’eternità.

Vi auguro un amore…

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Vi auguro un amore di sangue e miele
di morsi e fusa
Vi auguro un amore che vi trascini all’inferno
per guidarvi in paradiso
Vi auguro un amore di terra nera e fredda
con cui modellare sogni,
di acqua salata come lacrime,
in cui imparare a nuotare.
Vi auguro un amore d’algidi aliti,
in cui perdersi ,
per ritrovarsi accanto a caldi camini
ravvivati da infuocate ninna-nanne
Vi auguro un amore che viva oltre la fine

Lettera di Natale

 

 

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Voglio una slitta di ricordi felici:
Un bianco paese zuccherato di neve,
due occhi grandi di oscure radici
in cui scintilla il mio bel presepe:
Mio padre, mia madre, la mie tre sorelle,
la gatta siamese dagli occhi di stelle,
un buffo cagnetto dal bianco codino,
il canto dorato di un canarino
Voglio una slitta che mi porti quei volti
che furono amore, dolore e che sono
nitidi, crudi, presenti ricordi…
… Voglio una slitta che mi porti perdono.

Inutili parole per vomitare dolore

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Le strade non sono più le stesse
Forse non lo sono mai state
Io ti ho trascinato lungo i miei sentieri,
sbagliando
L’amore, a volte, e’ un’ammaliante catena,
una catena che illude lo “schiavo”
e il “padrone”
E’ il momento di tranciare i ceppi di velenoso miele
Sei libero
Sono libera
Ora non siamo che un racconto
scritto a quattro mani,

sul libro della vita