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L’autunno dentro

 

 

Nel silenzio di questo percorso
sento l’urlo di chi mai fu ascoltato
Sento il male del sadico morso
di un padre d’amore e peccato

Tra le foglie color del dolore
che la terra abbraccia e trangugia
striscia bieco ancora il rancore
per chi deluse l’ingenua fiducia

Nere nubi di infidi uccelli
sputano  aridi accordi:
Son le voci dei miei tanti fardelli,
le grida di oscuri ricordi

Nel fango proseguo a fatica
questa strada di mete distorte
e cerco tracce di vita
mentre ovunque germoglia la morte.

 

 

 

 

 

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Fantasmi

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Alba oscura, la notte
Sorge su oniriche terre,
e risveglia i fantasmi che il giorno assopisce
Li ho uditi camminare lungo il mio corpo,
dal pube al cuore,
dal cuore al cervello
Grondanti amore e sangue,
rifiuto e comprensione,
schizofreniche ombre luminose
Foste il sole a picco sulla pianta assetata,
innocenti carnefici,
dannati in cerca di un Dio assente,
che di noi si dimentico,’
dopo averci legati gli uni all’altra
con catene d’amore.

Disincanto

 

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Di quest’ autunno vivo il disincanto
e il mio risveglio da un sonno salvatore
Addio bella fanciulla dagli occhi silenziosi
che videro le grida di dolore
delle radici che li germogliò
Il ventre arido più non stilla sangue,
la mia carne finirà con me.
” Se avessi…” Se fossi…”
voci del verbo fallire,
ma io non ho fallito,
ho seguito la via su cui sapevo camminare,
per non cadere,
per non morire
e sono giunta fino a qui
per comprendere che il segreto della vita
e’ racchiuso in tutto ciò che muore.

Eterni bambini

imageIl tuono mi perfora il cranio
Mi scoppia nella testa.
Chiudo gli occhi.
Cammino su una strada di campagna, nubi grigie corrono sui verdi prati che tremano impauriti.
All’improvviso da un cespuglio vedo spuntare due scarpine rosse ricamate di fiorellini celesti: una bimba si cela dietro ad un cespuglio?
Che ci fa fuori casa, sotto a questo temporale?
Mi fermo e mi avvicino.
Lei salta fuori lesta, come leprotto scovata dal cacciatore.
Il volto di chi cerca un amore perduto.
Occhi immensi come laghi da cui, lo sai, usciranno draghi singhiozzanti fuoco.
” Ciao, che ci fai fuori con questo tempo? Come ti chiami? Io mi chiamo Morena…”
Sogghigna muta.
Mi guardo intorno e mi rendo conto di essere circondata da bambini.
Piccoli, veloci, vivi di sofferente rabbia.
Scarpette corrono tra l’erba fradicia.
Sotto lo scrosciare di un pianto infernale, cantano
Vocine piccole, innocenti come il gatto che squarta l’uccellino caduto dal nido.
Cantilena giocosa che il vento prende tra le braccia e semina nei miei timpani
” Dove corri? Dove vai?
Non c’è uscita, tu lo sai
Non c’è strada di ritorno
non c’è notte, non c’è giorno
solo mura senza porte
prigionieri della morte…”
Scuoto il capo, respiro affannosamente
” Non capisco…”
Inizio a correre
Un lampo sorride sinistro sul volto del cielo
La cantilena continua
Vedo un cancello, lo raggiungo
E’ chiuso con una catena tenuta da un lucchetto. Tutto e’ arrugginito.
Ad un tratto una manina bianca tocca il cancello e lo apre
Scappo fuori. Mi giro per ringraziare il bambino che mi ha aiutata
Il cancello si richiude con un urlo sordo
Al di la un cucciolo d’uomo di due anni mi fissa. Ha occhi grandi e neri come il dolore.
“Moreno!”
Accenna un sorriso
Mi avvicino alle cancellata e allungo una mano, per accarezzarlo.
E’ il mio fratellino morto prima che io nascessi.
” Piccolo- sussurro- Fin…”
Un’ombra scura appare alle sue spalle, lo avvolge e mi sputa addosso parole di rabbia: “Sono i bambini condannati a restare tra la terra e il cielo! E sai chi li condanno’? Li condanno’ chi li amo’ , poiché li amo’ tanto da non lasciarli andare, neanche da morti… ”
Mi sveglio con la nausea. Ho freddo
La pioggia picchia sui vetri della finestra
Mi alzo da letto. Ho bisogno di un caffè.
Mentre arranco verso la cucina sento un suono lieve. Mi fermo… E’ la campana eolica appesa al soffitto del terrazzo, che canta:

” Dove corri? Dove vai?
Non c’è uscita, tu lo sai
Non c’è strada di ritorno
non c’è notte, non c’è giorno
solo mura senza porte
prigionieri della morte…”

Schegge di mio padre

Radice forte
che sa di morte
Tu fosti sangue
e bianco seme
Carne che langue
Cuore che geme
Vento montano
Vecchio castagno
Bacio di Giuda
Radice nuda
nuda d’amore
monca d’un fiore
Piangi dolore
Padre padrone
Rossa emozione
Voce di sparo
Pena del cuore
Terra e terrore
Mio padre amaro

BulimicaMenteTossica

 

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Che ne sapete dei miei profondi vuoti
Dei miei inferni, le mie desolazioni
Di una famiglia di scarafaggi e topi
Di miseria e violente punizioni.

Ho provato a ingoiar tutto l’amore
che cerco’ quella bimba maledetta,
ma la colpa mi distrugge ed il mio cuore
lo risucchia e di colpo lo rigetta.

Madre dimmi, ti delusero poi tanto
quelle carni di fragili bambine?
Meduse dal fastidioso pianto
portatrici di colpevoli vagine.

Padre, tu senza eredi maschi,
la tua pena io la ricordo ancora
Mai un giorno ci fu che soffocasti
il tuo odio dentro la tua gola.

Ed il cibo diviene l’unico amore
con cui voi nutriste questo corpo
Mi assopisce un attimo il dolore
e per un attimo sparisce ogni ricordo

Non ho tregua, ne pace. E’ una tortura
Da sempre mi amo e mi tradisco
Mangio e vomito, mistica lordura
e ogni volta rinasco e mi abortisco.

Ninna-nanna per mio fratello

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Chissà’ se mamma e papa’ ti hanno riabbracciato, una volta lasciata questa dimensione… Impazzirono di dolore, per te…

Ho tessuto cuscini di stelle
per la bella tua cara testina,
per coprir la tua morbida pelle
ho usato la stoffa piu’ fina
Con le piume degli angeli ho fatto
un bel pigiamino leggero,
così che dal sonno distratto
tu possa volare su, in cielo
E ai piccoli, incerti piedini
scarpine di mille colori,
che tu possa,come tutti i bambini
giocare tra nuvole e fiori.
Ninna nanna per te fratellino.
La palla che amavi ti è accanto,
il papa’, quel lontano mattino
la mise silente, al tuo fianco.
Ninna nanna mio pargolo buono,
nel mio cuore respira il tuo cuore.
Tu per sempre cucciolo d’uomo,
 eterno brandello d’amore.