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Disincanto

 

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Di quest’ autunno vivo il disincanto
e il mio risveglio da un sonno salvatore
Addio bella fanciulla dagli occhi silenziosi
che videro le grida di dolore
delle radici che li germogliò
Il ventre arido più non stilla sangue,
la mia carne finirà con me.
” Se avessi…” Se fossi…”
voci del verbo fallire,
ma io non ho fallito,
ho seguito la via su cui sapevo camminare,
per non cadere,
per non morire
e sono giunta fino a qui
per comprendere che il segreto della vita
e’ racchiuso in tutto ciò che muore.

Cuore di cane

 

 

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Ti aspetterò’
in un angolo del mondo,
nel silenzio dei miei giorni senza vita
Celato dal buio più profondo
vivrò
come mano senza dita.
Ogni aurora
e’
tragico tramonto
da quel giorno afoso di dolore
in cui vidi,
in meno di un secondo,
sparire nel rombo di un motore
la ragione del mio più grande amore.
Ti spetterò’
sul ciglio della strada
dove sparisti,senza mai tornare.
Ti aspetterò,
qualunque cosa accada,
fino a che
avrò’ forza a respirare…
… Sono qui,
nel silenzio rumoroso,
sotto il sole che piano mi divora,
e ti aspetto,
ti attendo fiducioso
come il buio
attende la sua aurora…
… E nel buio che ora
mi travolge
e nel freddo che rapido
mi avvolge,
sul mio cuore sento la tua mano
e la tua voce
che sussurra: T’amo…

 

 

 

Parafrasando Bertolt Brecht

imagePrima di tutto vennero a prendere gli extracomunitari,
e fui contenta perché ci rubavano il lavoro
Poi vennero a prendere le persone LGBT
ed esultai perché erano contro natura.
Toccò agli zingari
e applaudii al passaggio delle ruspe sui loro luridi corpi.
Avvelenarono i piccioni e le nutrie,
sparsi anch’io il veleno per massacrare quelle sporche bestiacce.
Dichiararono guerra agli orsi e li sterminarono.
“Meno male!- pensai- ora possiamo andar per funghi tranquilli!”.
Poi vennero a prendere me
e mentre mi portavano via sentii chiari gli applausi
di chi esultava per la mia morte.

Dagli abissi del cielo

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Dagli abissi del cielo emergono oscuri mostri
Ringhiano, corrono, ruggiscono
Alcuni sono draghi, altri sirene,
altri ancora volti grotteschi
Dalle loro enormi fauci spalancate
esce copiosa bava
con cui dissetano la terra.
Gli adulti mi insegnarono essere un semplice temporale
Mi spiegarono scientificamente i nembi,
i tuoni, i lampi, la pioggia
e io feci finta di capire,
di credere ai loro pesanti concetti.
Eppure, ancora adesso,
mentre attraverso la soglia che mi conduce al mio autunno,
davanti a un temporale
io vedo mostri oscuri emergere dagli abissi del cielo.
Draghi, sirene, volti grotteschi
urlanti, ruggenti, rabbiosi
dalle cui enormi fauci
scende la bava che disseta la terra.

Il risveglio di Proserpina

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Piange Proserpina
all’ombra del sole
stanca di vita,
stanca d’amore
d’essere ambita
da madre e marito
Stanca e’Proserpina
d’essere un mito.

“Se tu non verrai
io morirò'”-
Geme Demetra
nel sadico inverno-
“Torna oppure
mi arrabbierò!”-
Ade minaccia
dal buio averno-

“Lasciatemi in pace!
Lasciate che faccia
ciò che mi pare
ciò’ che mi piace
Son desiderio
che cerca piacere,
il proprio criterio
di come godere

Non sono cosa
In vostra balia!
Ne figlia, ne sposa:
IO SONO MIA!”

Giuda e Gesù

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Tremanti le membra, il viso sconvolto,
fisso lo sguardo sul pallido volto:
” Macabro il gioco del tuo genitore,
ben disegnato, mio dolce Signore,
perché il suo mite, umile agnello
un mostro doveva condurre al macello
E quel mostro fui io e dal tragico evento
bacio la vittima del tradimento.

Fui mera pedina sotto il Suo dito,
tu invece sapevi…tu mi hai tradito!
Tu invece sapevi che, io ignaro attore
venduto avrei a poco il mio onore
per garantirti nei secoli amore…

…Guarda ora Cristo la “tua” umile chiesa,
puzza di sangue e arrosto di strega,
d’oro opulenta e di corruzione,
e tu non sei che la star del copione.

Idolo eterno di cuori senz’occhi
droga per menti che piega ginocchi

Pena mi fai, mio caro fratello!
Da libero uomo ti fecero agnello!”

 
”Guardami Giuda, non sono che un uomo,
certo sbagliai e ti chiedo perdono…
Fui figlio fedele a un Padre-padrone
mio unico dio, mia sola ragione
per cui non fummo che marionette
che per la gloria mosse e vendette”

Schegge di mio padre

Radice forte
che sa di morte
Tu fosti sangue
e bianco seme
Carne che langue
Cuore che geme
Vento montano
Vecchio castagno
Bacio di Giuda
Radice nuda
nuda d’amore
monca d’un fiore
Piangi dolore
Padre padrone
Rossa emozione
Voce di sparo
Pena del cuore
Terra e terrore
Mio padre amaro