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A Errico, l’uomo che ama i miei demoni

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Se non avessi te,
che cosa sarei…
Forse un foglio vuoto
su cui nessuno vuole scrivere
“t’amo”
Un cane al canile
che ansioso attende una mano.
Se non avessi te,
che cosa sarei…
Forse un misero seme
morto di sole e cemento,
la foglia che geme
nell’attesa dell’ultimo vento…
Se non avessi te,
che cosa sarei…
Sarei un corpo in cerca del cuore,
l’anima dal Karma punita
che cerca invano il suo amore,
e vive da triste eremita.
Sarei l’ultima, la nera megera,
la lupa dannata da Dio,
il giorno, senza alba ne sera…
…Se non avessi te
non potrei essere Io.

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Il pianto profondo della gioia

 

Rido, sul dolore patito,
sull’offesa gratuita,
sull’amore tradito,
sulla sfiga fortuita.
Rido, sulle false amicizie,
sulle male parole
Rido sulle bieche malizie,
sulla rabbia e il rancore
Rido, sui miei tragici pianti,
sul mio cuore trafitto,
sui miei sogni che cadono stanchi
come pezzi da un vecchio soffitto.
Rido, su quest’anno che muore,
sui ricordi immortali,
sul quel nervo che duole
al pensiero di tristi natali.
Rido sul mondo, su me
sulla vita che annoia
Rido sul riso perché,
Il riso e’ un pianto di gioia.

 

#AFFANCULOFAMILYDAY!

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Non mi sono mai sentita solamente femmina.
In me maschile e femminile si “sposarono” molto presto. Mi piace giocare con questi due aspetti. Ho imparato che, il mio lato maschile e’ materno e protettivo, mentre quello femminile e’ forte, arrogante, guerriero.
Sono sempre stata una ” diversa” e attraverso i sentieri impervi ho spesso camminato , pur di non seguire la via più sicura, più affollata.
Sono la compagna di un uomo dal cuore gentile e la madre di tutti i cuccioli della terra, oltre che di Raissa, Jackob, Giasone e Strix, i miei figli adottivi.
Tutto questo per gridare:
#AFFANCULOFAMILYDAY

Neve

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Schegge d’innocenza lentamente
ricoprono un mondo di dolore
Algido imene d’antica Dea immanente
sotto cui rinasce tutto ciò che muore

Sicuro affonda il piede
senza alcun pensiero,
un gigante dal volto di fanciullo
Dietro ad esso tutto e’  ormai nero
Davanti a lui ormai e’ tutto brullo.

Schegge d’innocenza lentamente
ricoprono un mondo di dolore
Ride il gigante, bimbo impertinente, 
stupra  la Madre, ne divora il cuore.
Eiacula vittoria e nel mentre
divora vita e lentamente
muore.