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Giuda e Gesù

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Tremanti le membra, il viso sconvolto,
fisso lo sguardo sul pallido volto:
” Macabro il gioco del tuo genitore,
ben disegnato, mio dolce Signore,
perché il suo mite, umile agnello
un mostro doveva condurre al macello
E quel mostro fui io e dal tragico evento
bacio la vittima del tradimento.

Fui mera pedina sotto il Suo dito,
tu invece sapevi…tu mi hai tradito!
Tu invece sapevi che, io ignaro attore
venduto avrei a poco il mio onore
per garantirti nei secoli amore…

…Guarda ora Cristo la “tua” umile chiesa,
puzza di sangue e arrosto di strega,
d’oro opulenta e di corruzione,
e tu non sei che la star del copione.

Idolo eterno di cuori senz’occhi
droga per menti che piega ginocchi

Pena mi fai, mio caro fratello!
Da libero uomo ti fecero agnello!”

 
”Guardami Giuda, non sono che un uomo,
certo sbagliai e ti chiedo perdono…
Fui figlio fedele a un Padre-padrone
mio unico dio, mia sola ragione
per cui non fummo che marionette
che per la gloria mosse e vendette”

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Maria, donna e madre

 

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“Tra queste braccia dormi, mio adorato,
povero corpo del mio corpo il fiore,
nato da un dolce, virginal peccato,
regalo di un orgasmo senza amore.
Nulla di tuo padre io non so davvero,
so solo sei per certo figlio mio,
sacro e’ il seme di cui sara’ mistero
se fu di fallo umano o angelo di Dio.
Profonde le ferite sul tuo corpo
gridano sul mio corpo il tuo dolore.
Chi questo ti fece io lo voglio morto!
Per me vitale è ormai questo rancore.
Credimi tesoro, è dolore immenso
sapere che dovrai resuscitare
per trovar discepoli e consenso
e sempre ti si possa ricordare.
Saperti vorrei invece, anima mia
in pace eterna avvolto nel sudario,
insetti e vermi come compagnia,
lontano dalle folle e dal calvario
di rappresentar nei secoli coloro
che useranno il tuo verbo ed il tuo viso,
facendoti puttana ricoperta d’oro
che adesca tutti per un paradiso…
…Povero figlio che lottasti invano
-il volto al petto fortemente serra-
per dire a ognuno d’essere sovrano
soltanto di se stesso,sulla terra.
la madre stringe il corpo forte al cuore
” Figlio mio,troppo tardi l’ho capito,
salvarti più non posso dal dolore
che, dolce anima, immobile hai subito.
La colpa mi distrugge e per amore,
per amore io  ti avrei abortito!”