Animali…

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Animali: guardarli e pensare quanto e’ stolto l’uomo che non vede in loro se stesso.

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Noi

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Noi

Non ha più senso nulla,
siamo al tramonto.
L’aurora è stata brulla,
questo è il mio conto.
L’amore non esiste,
è un’illusione.
Una leggenda triste.
Una canzone.
Cerchiamo compagnia,
anime perse
in acque di follia.
Terre sommerse
sotto un cielo
d’azzurri travestito.
Scimmie senza pelo,
vittime di un mito,
danziamo silenziose
con la morte accanto,
lacrime melmose
di uno stesso pianto.

Il tramonto dei due padri

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Il sole stà per tramontare, ed io ho smarrito la via del ritorno, stupida Alice del ventunesimo secolo, ho inseguito il bianco unicorno, e ora che ho smarrito anche lui mi ritrovo sola, nell’abbraccio di questo castagneto, dove mio padre giocò bambino.

Nel cielo la notte già scopre i suoi seni, immensi, avvolgenti e tutto piano si trasforma, alla luce della tenebra .

La sposa di Morfeo non si è adornata i seni coi ciondoli di luna e di stelle, lasciandoli nudi e freddi.

La voce del rivo echeggia come un canto funebre.

E’ inverno, e Demetra cerca disperata l’amata Proserpina.

La sento gemere tra i rami neri, nel brontolìo cupo degli uccelli notturni, in tutta la natura su cui ella ha gettato il suo sudario di dolore.

Annaspo, nuotando nell’ignoto, sento la paura gelarmi le mascelle che non riesco a chiudere totalmente. Se qualcuno vedesse la mia faccia ora penserebbe di essere entrato, per magia, in un quadro di Munch.

Eppure poco lontano c’è lui, lo sento, come quand’ero bambina e seguivo, con gli occhi chiusi, la sua voce, fino ad arrivargli addosso e abbracciarlo stretto, stretto per rigenerarmi della sua immensa forza vitale. -” Eccoti, sei tu, ti riconosco-sussurro, tastando palmo a palmo la sua corteccia.

Poi le mie mani gelate arrivano allo squarcio che divide il grande castagno in due, dalle radici fino a metà tronco- Siii, la porta magica!- esclamo-

“Ciao amico è bello rivederti-”

“ Ciao, ti sei persa di nuovo- risuona la sua voce calda, come il fuoco buono del focolare-Entra e riparati tra le mie braccia.

Ti proteggerò dal pianto di ghiaccio della Dea. Nevicherà, questa notte-”

Entro, come facevo da bambina, con la mia gemellina, quante risate!

Eravamo ignare che il dolore a cui nostra madre ci sottoponeva ci avrebbe allontanate l’una dall’altra, rendendoci due estranee.

Mi accovaccio dentro a quel corpo secolare e mi stringo nel mio cappotto. “ Ascoltami ora- continua con la sua voce saggia- noi trascorriamo veloci nel tempo, ed io sono al traguardo, tu, noto con piacere

che mi puoi ancora udire e quindi a te dirò le cose che ho visto e sentito, parlane, ti prego, affinchè tutta questa mia vita non sia stata vana… Ho visto amanti giurarsi amore eterno,

ho visto uomini uccidere altri uomini.

Al più grosso dei miei rami impiccarono una ragazzetta, dicevano che aiutava la resistenza,

che portava messaggi al nemico.

I suoi assassini avevano sguardi duri, ma io sentivo i loro cuori e ti assicuro che non erano all’altezza di quello della poverina che spirò, coraggiosa, tra le mie braccia.

Ultimamente è ritornata, piange e geme, vagando per i boschi, anima in pena, in cerca di qualcuno che l’ascolti:  – Stanno uccidendo di nuovo i nostri sogni- grida- e noi, che per essi morimmo non riposiamo più in pace”.

Tutti i giorni sento la Terra ansimare di dolore sotto i colpi mortali degli uomini, suoi figli.

 

 Voi umani temete il buio della notte, genitrice dei sogni, sorella della morte, ma immensamente di più dovreste temere il buio dell’ignoranza, genitrice delle ingiustizie, sorella della violenza.

Imparate a conoscere, ad ascoltare.

Avvicinate il lupo che vi pare nemico e capirete che è solo un essere vivente tra altri viventi e che, come come tutti noi vuole solo vivere….

Ti stai addormentando, sei stanca.

I seni della notte stillano morfina e allattano il giorno che verra’. Dormi- mi culla la sua voce di padre premuroso- dormi bambina mia, l’alba è vicina.”-

Al mio risveglio l’aurora, sposa virginale e pudica, aveva vestito i seni della notte e le forme della terra d’un manto bianco innocenza: nevicava.

Ero al caldo del mio piumone, circondata dalla mia famiglia, due cani e una gatta.

Il forte papà di legno che mi parlava quand’ero bambina è stato abbattuto in autunno, era vecchio e malato.

Al suo posto pianteranno alberi giovani e sani.

Pochi mesi dopo, i primi di gennaio,anche mio padre, antico castagno di carne, è morto.

Era vecchio e malato.

E nel suo ultimo respiro i vagiti di altre creature intonavano l’eterno canto della Vita.

Streghe )0(

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Rise la luna, alla mia danza folle
attorno a noci, giganti senza tempo
A ogni passo germogliavan zolle
A ogni salto ululava il vento.

Nelle notti,dal fuoco rischiarate,
io li vidi, i lupi, miei fratelli,
come anime libere e dannate
attorno a corpi, a staccar brandelli

E dai rami, nel  lento scricchiolare,
udii i gufi borbottare oscuri.
Coi miei piedi sentivo sussultare
Madre Terra, al suono dei tamburi.

Volai , senza mai cadere,
sorseggiando infusi di stramonio,
sputando sul tuo fallico potere
lo sperma sacro  del Demonio.

Mi uccidesti, ma tornai più forte.
Ancestrale e’ la forza che mi lega
alla terra, di cui son vita e morte…
… Sono femmina. Lupa. Sono strega!

 

 

Nullipara madre

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Non ti darò della mia carne i pezzi
intrisi del mio sangue e dei miei nervi
Non sarò tra gli ubbidienti attrezzi
che producono i corpi dei tuoi servi

Il mio grembo di madre senza figli
tiene i battiti dei cuori della terra
Sono strega, madre di famigli
e con l’utero vinco la tua guerra

Che alla guerra io non dono corpi
ne braccia regalo al tuo profitto,
ne cervelli, per intenti tuoi distorti,
che studino piani di conflitto.
Con me morranno lacrime e dolore
e me ne andrò con giubilo profondo,
senza aver dato, per egoico amore,
tenera carne in pasto a questo mondo

 

 

 

 

 

 

Amore di cane

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Ti aspetterò’

in un angolo del mondo,
nel silenzio dei miei giorni senza vita.
Celato dal buio più profondo
vivrò
come mano senza dita.
Ogni aurora
e’
tragico tramonto
da quel giorno afoso di dolore
in cui vidi,
in meno di un secondo
svanire, nel rombo di un motore,
la ragione del mio più grande amore.
Ti spetterò’
sul ciglio della strada
dove sparisti,senza mai tornare.
Ti aspetterò,
qualunque cosa accada,
fino a che
avrò’ forza a respirare…

 

…Sono qui,
nel silenzio rumoroso,
sotto il sole che piano mi divora,
e ti aspetto,
ti attendo fiducioso
come il buio
attende la sua aurora…
… E nel buio che ora
mi travolge
e nel freddo che rapido
mi avvolge
sento voci sempre più lontano…
… E la tua
che sussurra: T’amo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La mia follia mi ha sgretolata, mi ha gettata in una profonda palude, poi ha ripescato le mie macerie per ricrearmi. Sono la creazione della mia follia

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