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BulimicaMenteTossica

 

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Che ne sapete dei miei profondi vuoti
Dei miei inferni, le mie desolazioni
Di una famiglia di scarafaggi e topi
Di miseria e violente punizioni.

Ho provato a ingoiar tutto l’amore
che cerco’ quella bimba maledetta,
ma la colpa mi distrugge ed il mio cuore
lo risucchia e di colpo lo rigetta.

Madre dimmi, ti delusero poi tanto
quelle carni di fragili bambine?
Meduse dal fastidioso pianto
portatrici di colpevoli vagine.

Padre, tu senza eredi maschi,
la tua pena io la ricordo ancora
Mai un giorno ci fu che soffocasti
il tuo odio dentro la tua gola.

Ed il cibo diviene l’unico amore
con cui voi nutriste questo corpo
Mi assopisce un attimo il dolore
e per un attimo sparisce ogni ricordo

Non ho tregua, ne pace. E’ una tortura
Da sempre mi amo e mi tradisco
Mangio e vomito, mistica lordura
e ogni volta rinasco e mi abortisco.

PorNatale

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Sborra il cielo sull’umida terra
e la ricopre di bianco peccato.
Mentre nel ventre amorevole serra
essa, il seme d’un morto passato.

E da bambina io t’aspettavo
pagano signore che porta i doni.
Nel piccolo letto eccitata tremavo
in attesa di scorgere i tuoi pantaloni.

Ti avrei abbracciato forte premendo
il volto sul pacco più caldo ed ambito.
Ti avrei lasciato venendo..
bastava un tuo dito…

E mentre sognavo i crini tuoi bianchi
udivo i rimproveri della bimba “ per bene”.
Ora ricordo il sussulto dei fianchi
e le manine che premevàn l’imene.

Un giorno venisti, (ricordo sbiadito)…
…Un giorno venisti e con te venni io.
Alito caldo, freddo il tuo dito.
Suon di campane nel magico oblìo.

Non so se fu un sogno, ma da quel giorno
quella bambina ti attende ancora.
Ma tu non facesti mai più ritorno
nella sua umida, calda dimora.

Or che la porta è aperta e sfondata
che morta è per sempre la bimba “ per bene”,
ti aspetto, babbo, per un’altra scopata
urleremo d’orgasmo sotto il cielo che viene.

Perché?…

imageDitemi perché mangiate l’agnello, il maiale, il vitello e inorridireste se vi dicessi che, il cane e il gatto della foto, sono il mio pasto… Perché?
Perche’ alcune associazioni organizzano cene “raccolta fondi” per canili, dove nei piatti abbonda la carne?
E’ come se, io organizzassi una festa “raccolta fondi” per i bambini africani e vendessi, nel corso dell’evento, bambini thailandesi…Che senso assurdo avrebbe? Tutt@ siamo creature che vogliono vivere e fuggono davanti a morte e dolore.
Usciamo dagli schemi culturali, pensiamo con la nostra testa e il nostro cuore: ascoltiamo l’altro. Rispettiamolo, chiunque esso sia.
In foto: Raissa e Strix, due dei miei quattro figli.
loro mi nutrono ogni giorno…d’Amore!

Maternità

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Cercai invano, per infinito tempo,

un ventre materno in cui poter tornare
ed esser nuovamente seme,
uovo,
feto.
L’ho travato tra le braccia possenti
di un uomo dalle lunghe ciglia,
dagli occhi di materna madre.
Mi sono rannicchiata sul suo villoso petto
per nove mesi, o forse anni, o secoli…
…Ora e’ il risveglio
Gli occhi mi dolgono di luce,
la bocca non sa più parole,
gli arti cercano equilibrio
Sono pronta a rinascere,
partorita dalle braccia possenti di un uomo
dagli occhi di materna madre,
io
che bevvi velenoso dolore
nel liquido amniotico in cui fui annegata
affinché un utero mi vomitasse.

Nullipara madre

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Nullipara madre
Non ti darò della mia carne i pezzi
intrisi del mio sangue e dei miei nervi
Non sarò tra gli ubbidienti attrezzi
che producono i corpi dei tuoi servi

Il mio grembo di madre senza figli
tiene i battiti dei cuori della terra
Sono strega, madre di famigli
e con l’utero vinco la tua guerra

Che alla guerra io non dono corpi
ne braccia regalo al tuo profitto,
ne cervelli, per intenti tuoi distorti,
che studino piani di conflitto.
Con me morranno lacrime e dolore
e me ne andrò con giubilo profondo,
senza aver dato, per egoista amore,
tenera carne in pasto a questo mondo

Agonia di un amore

imageStanno cadendo i petali del fiore
che piantai il giorno in cui incontrai
la luce karmika del cuore
che, per lungo tempo così tanto amai.
Sono lacrime di un candido dolore
che una brezza di fredda primavera
getta al suolo, senza alcun rumore,
risucchiate da una terra nera.

lo stelo e’ nudo innanzi alla sua sera.

Eppure, come tutto ciò’ che e’ vero ,
quel fiore muterà quella sua forma,
e come, (io non so, per me e’ mistero),
tutto al mondo cambia e si trasforma,
tornerà su questa terra, eterno
simbolo di ciò che avrei voluto.
Foss’anche tornasse dall’inferno,
lo accoglierei in questo cuore muto,
perché l’amore non conosce inverno
e vive oltre ogni petalo caduto…